Campodimele - Guida Turistica

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.: CAMPODIMELE
 Campodimele è un comune di 740 abitanti della provincia di Latina, situato sulla cima di un ripido colle di origine carsica, circondato da colline boscose e montagne brulle, sulle estreme propaggini dei monti Ausoni, dove questi si saldano con la catena degli Aurunci.
 L'origine dell'abitato viene attribuita ai superstiti dell'antica città latina di Apiola, ricordata da Plinio il Vecchio (Nat. Hist. III, 5) e Tito Livio ( (1, 5) come conquistata e distrutta nel VI secolo a.C. da Tarquinio Prisco, quinto re di Roma, nel corso delle guerre per la supremazia nel Lazio. Il nome di Apiola, etimologicamente derivato da "api", sarebbe stato trasformato in Campus Mellis, ovvero "Campo di Miele".
 Le prime notizie certe di un centro abitato e fortificato con questo nome si hanno tuttavia solo con l’arrivo dei Longobardi nel VI secolo d.C. Nel VII secolo fece parte verosimilmente dei possedimenti del monastero di Montecassino e fu probabilmente interessata nel corso del IX secolo dalle incursioni saracene, che giunsero a distruggere Montecassino nell’anno 883. A partire dal 916, Campodimele fu oggetto di contesa per il possedimento di terre sul confine tra il ducato di Gaeta, che aveva incorporato dall’876 i feudi di Fondi e Traetto (l’odierna Minturno), ed il monastero di Montecassino. Nel 1072 i conti di Fondi donarono i loro beni, tra cui “Campo de Melle” ed il convento di Sant'Onofrio, al monastero di Montecassino, e nel 1087 l’abate Desiderio, divenuto in seguito papa Vittore III, fece scolpire sul portale della basilica, tuttora esistente, il nome di ”S.Onophrius de Campo de Melle”, insieme a quello di tutti gli altri possedimenti acquisiti dalla “Terra de Sancti Benedicti". Nel 1158 in una bolla di papa Adriano IV Campodimele è citato tra i paesi che dovevano “rimanere in perpetuo’ nella diocesi di Gaeta.
 Nel 1384 passò alla famiglia Caetani e Onorato I assunse l’amministrazione per conto di Luigi II d'Angiò. Il paese fu compreso nel territorio “della Campagna, della Marittima delle Terre di Lavoro”. Nel 1492 il territorio dell’intera contea di Fondi, fu compreso nei possedimenti di Prospero Colonna, capitano delle truppe pontificie, quale ricompensa per la fedeltà da lui dimostrata al re di Napoli.
 All’inizio del XVII secolo il paese divenne proprietà dei Carafa di Stigliano e nel 1647 fu venduto a donna Maddalena Miraballo, moglie di Troiano, che a sua volta la rivendette nel 1674, all’ultimo erede dei principi di Stigliano, il più ricco feudatario del regno di Napoli, per 5000 ducati; morto il principe nel 1689, tutto il comprensorio fu devoluto al fisco. Nel 1721 ritroviamo Campodimele nella sfera degli interessi della famiglia Di Sangro, discendente da Beregario, conte dei Marsi.
 In seguito all'abolizione nel 1806 del sistema feudale, Campodimele fu inserita nel nuovo ordinamento comunale. Durante l’epoca borbonica Ferdinando II usava sostarvi per visitare i vicini santuari della Madonna della Civita (Itri), di Sant'Onofrio e di San Michele Arcangelo. Il re si occupò del miglioramento dei collegamenti stradali tra i comuni di Itri e Campodimele, Pico ed altri, e della costruzione di nuove chiese, venendo personalmente ad inaugurare i lavori.
 Caduto il regno delle Due Sicilie e realizzata l’unità nazionale Campodimele, riconfermato comune autonomo, fece parte del mandamento di Fondi, del circondario di Gaeta e della provincia di Terra di Lavoro, con capoluogo Capua prima e Caserta dopo. Nel 1927 entrò a far parte della provincia di Roma sino ai 1934, anno in cui fu istituita l'attuale provincia di Latina.
 Eventi: S. Onofrio Si celebra questa festività il 12 Giugno.( Il santo Anacoreta vissuto nel IV-Vsecolo ,Patrono eProtettore di Campodimele ) .La sua venerazione è sempre molto sentita presso l'intera comunità Campomelana compresa quella degli emigrati all'estero.I festeggiamenti si svolgono in Piazza Capocastello ed è antica tradizionein quel giorno gustare le lumache in salsa verde, ovvero:"le ciammotte ammuccate".
 Sagra della Cicerchia Si svolge il 6 Agosto in località Taverna, con degustazione di questo prodotto locale , accompagnato da salsiccie,pane di grano e ...un buon bicchiere di vino.
 S. Rocco Il 16 Agosto in Piazza Municipio si svolge la festa. La popolarità del Santo compatrono è dovuta al suo ruolo di intercessore nella guarigione della peste. Sulla figura del Santo s'intrecciano poche notizie e molte leggende , tanto che la chiesa nella quale i suoi resti furono sepolti è rimasta finora ignota.
 Serata Gastronomica Il 20 Agosto serata gastronomica con degustazione del piatto tipico locale "Laina e Fagioli", accompagnato da formaggio, olive, pane di grano cotto nel forno a legna, vino e tanti dolci.
 Madonna del Rosario I festeggiamenti si svolgono a Taverna (frazione di Campodimele) la prima domenica di Ottobre. Molto interessante visitare la Fiera.